Storia
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Sant'Erasmo è una delle più estese isole della Laguna Veneta. Si trova nel tratto di laguna a nord di Venezia, al centro di un ideale triangolo formato dalle isole di Murano e Burano e dal litorale di Punta Sabbioni.
L'isola è nota per i suoi orti (tipiche primizie sono le castraure, carciofini colti precocemente). Fu per questo soprannominata Orto de Muran.
L'isola è raggiungibile, con collegamenti orari, sia da Venezia (Fondamente Nuove) che da Cavallino-Treporti con la linea 13 dei vaporetti ACTV.
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Storia
Dal periodo più antico e fino ad un'epoca relativamente recente, l'isola si affacciava direttamente sul Mare Adriatico ma, con la costruzione della diga nord del Lido di Venezia e la conseguente formazione di Punta Sabbioni, risulta essere oggi completamente lambita dalle acque lagunari.
Popolata, come molte altre isole, dai fuggiaschi dell'entroterra, specialmente altinati, fu conosciuta in passato con diverse denominazioni: Lido Mercede, in riferimento ad una leggenda secondo la quale, durante le opere per la costruzione della chiesa, sarebbe stata miracolosamente rinvenuta una grande quantità d'oro; lido Albo per le spiagge bianche; lido Bromio, per il rumore delle onde; o ancora, più generalmente, lido di Murano o di Torcello; durante il dogado di Paoluccio Anafesto era detta Pineta Maggiore in riferimento alle selve citate ancora in un documento del 1455 che decretavano aspre sanzioni contro chi le avesse danneggiate.
Nel 792 vi fu fondata una chiesa (consacrata ai SS. Martiri Erme ed Erasmo) sul sito di un preesistente luogo di eremitaggio. Restaurata nel XII secolo, divenne parrocchia sotto la chiesa matrice dei SS. Maria e Donato di Murano e gli isolani ebbero la facoltà di eleggere direttamente il proprio pievano.
Un ulteriore e notevole passo nell’evoluzione dell’isola di Sant’Erasmo si concretizzò nell’evento geologico che si verificò in quella fase di trasgressione che ebbe il suo apice nella prima metà del XII secolo e nella conseguente regressione che continuò ad abbassare il livello marino fino alla fine del XIV secolo e che unì le varie tumbae (affioramenti di modesta estensione) che componevano questo primo litorale.
Verso la metà del XIII secolo la formazione dell’isola doveva essere oramai completata e si assiste alla scomparsa della proprietà fondiaria del monastero benedettino di San Giorgio Maggiore di Venezia, il quale fu soggetto ad un rilevabile rallentamento dell’espansione delle acquisizioni a causa dell’esaurimento delle donazioni che beneficiarono maggiormente gli ordini mendicanti, e alla comparsa, invece, di quello di San Zaccaria di Venezia. Fu quest'ultimo convento a favorire lo sviluppo agricolo dell'isola. Durante la guerra di Chioggia fu occupata per breve tempo dai Genovesi e nello stesso periodo fu usata quale area cimiteriale per i morti della peste del 1348. In seguito ebbe un periodo di fiorente sviluppo (gli archivi ricordano la presenza di alcuni mulini a vento), ma nel XVI secolo l'isola, in parte abbandonata in seguito ad un'epidemia, aveva oramai un connotato decisamente agricolo. Nel 1820 venne intrapresa una politica di ripopolamento che portò Sant'Erasmo alle attuali condizioni. Sempre nell'Ottocento furono potenziate le già esistenti fortificazioni con la costruzione del Forte di Sant'Erasmo e dell'annessa Torre Massimiliana. L'attuale chiesa, ancora parrocchiale, fu costruita nel 1929 sui precedenti fondazioni.
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